Giotto
Guarigione del ferito di Ylerda
"Il beato Francesco, sciogliendo con le sue mani le bende e toccando soavemente le ferite, all'istante risanò perfettissimamente Giovanni di Ylerda colpito a morte e spacciato dai medici ma che lo aveva devotamente invocato all'ora del ferimento".
La scena presenta un’alcova suddivisa in tre zone da due colonne sottili, che sostengono il tetto e lasciano libero lo sguardo verso l’interno. All’estremità destra della stanza si trova il letto, una tenda rialzata e fissata ad una delle colonne delimita la camera da letto vera e propria. La parte centrale, fra le due colonne, è più alta di quelle laterali.
Francesco, accompagnato da due Angeli, si tiene ad un lato del letto; è in atto di sfasciare l’uomo gravemente ferito che è disteso sul letto; uno degli Angeli porta un recipiente contenente un unguento. Lo stato del ferito è molto grave: sulla sinistra del quadro, sulla soglia della camera, due donne sono in colloquio animato con un uomo (medico) che col movimento della mano verso il basso fa comprendere che non c’è più speranza.
Sul lato sinistro si esprime, nell’atteggiamento delle figure, l’incapacità umana – “non sono in grado di prestare aiuto” dice il gesto del medico -, sul lato destro ,nelle figure di Francesco e dei due Angeli, risalta la forza soprannaturale che salverà il morente.
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